La VIA SALARIA oggi - immagini, foto, paesi, persone - Appunti dei viaggi tra ROMA E LE MARCHE

Nome: Maria Serena Peterlin
Ascolto, osservo e leggo. Mi interesso di letteratura.
Mi occupo di formazione, scuola ed educazione. In questo blog parlo soprattutto di ragazzi e di scuola, di problematiche giovanili e di interessi culturali legati all'attualità. Pubblico qui i miei scritti, racconti, ricordi, foto e disegni e le mie libere parole.
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Nell'arco del tergicristallo
Arquata del Tronto
viaggiando dentro la pioggia.
A circa 45 chilometri venendo da Ascoli Piceno, sulla SS n. 4 Via Salaria, c'è il bivio per Accumoli.










"Perchè, che dire, quando sono arrivata e mi affaccio alla finestra, questo è ciò che vedo da casa mia."
Sabato 20 gennaio - I primi gioghi dei Sibillini appaiono procedendo verso l'Adriatico... primaverile.
Domenica 21 Gennaio - direzione Posta e Sigillo e... le gole del Velino... tornando verso un Tirreno autunnale.

Ogni volta che passo, alzo gli occhi e guardo; cerco di capire se qualcuno abiti ancora lassù; credo di si. E penso che ci si stia benissimo.







Qui non c'è un inizio o una fine; non c'è una storia. Solo visioni e punti di vista
La Via Salaria si percorre, come qualsiasi strada, avanti e indietro nei due sensi da Roma a Porto d'Ascoli e vceversa. Si può dire che colleghi i due mari: il Tirreno e l'Adriatico. Come tutte le strade il suo percorso ha lo scopo ovvio di coprire uno spazio e di collegare dei luoghi. Esistono molti libri e alcuni siti che parlano della sua storia di antica strada romana e degli sviluppi che ha avuto nel Medioevo e nei secoli seguenti.
Qui, sul blog aperto presso Splinder.com, però voglio parlare della Salaria così com'è oggi, di come appare con la pioggia, la neve, la nebbia, il ghiaccio o il sole nei suoi paesaggi, castelli, dirupi, rovine, paesi e nella sua natura a chi la percorra non troppo distrattamente. Sull'altopiano di Torrita, ad esempio capita di veder volare in alto il falco, e lungo la strada scorrono il Velino prima e il Tronto più avanti. Si incrociano le strade per l'Umbria e l'Abruzzo, si vedono cartelli stradali vecchi e nuovi e cartelloni con la pubblicità delle salsiccie: perchè la Salaria non è solo una strada statale, ma è un lungo prolungarsi, tra apparire e nascondersi, di realtà legate profondamente all'uomo e alla sua vita quotidiana, alla natura e alle sue sorprese.
Questo sito vuole essere dunque un album, fatto di immagini, di suggestioni, di scorrere delle stagioni, di curve e rettifili e di qualche notizia.
Chi percorre la Salaria, ha sempre fretta di arrivare nonostante il ghiaccio che scricchiola sotto le ruote e che nemmeno il sale sparso senza avarizia sull'asfalto riesce, a volte, a sciogliere. Si procede, più lenti, con le mani inchiodate al volante, il piede fermo ma leggero sull'acceleratore, senza frenare e senza accelerare ad andatura costante. Si percorrono chilometri e chilometri . E al termine del viaggio ci si congratula quasi con l'automobile come si fa con un bravo e fidato destriero che non ci ha tradito. Si arriva, dunque, senza quasi mai fermarsi. Ho scattato quasi tutte le mie foto dall'automobile in corsa per non fare fermare la macchina. Si ha sempre fretta di arrivare forse perchè si va verso luoghi che si amano profondamente e si vogliono raggiungere senza indugiare, ma sempre passando per la Via Salaria.

Nonostante siano scatti in movimento le foto (che non hanno intenzioni artistiche) mi sembrano significative e parlanti.