La VIA SALARIA oggi - immagini, foto, paesi, persone - Appunti dei viaggi tra ROMA E LE MARCHE

Nome: Maria Serena Peterlin
Ascolto, osservo e leggo. Mi interesso di letteratura.
Mi occupo di formazione, scuola ed educazione. In questo blog parlo soprattutto di ragazzi e di scuola, di problematiche giovanili e di interessi culturali legati all'attualità. Pubblico qui i miei scritti, racconti, ricordi, foto e disegni e le mie libere parole.
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Non ho foto recentissime disponibili sulla nostra SS4 Salaria che da Roma ci porta verso lo splendente Mar Adriatico.

Ma posso riferire che basta aprire un attimo il finestrino (rinunciando al sigillo imposto dal condizionatore) per sentirsi abbracciare da un turbine coinvolgente: quello dei profumi e dei colori della nostra comune madre Natura.
Che il sole illumina i paesi e vince le brume mentre incendia l'asfalto.
Che le ginestre colorano i bordi della via e non solo; anche le sponde, le ripe, i monti e le gole del Velino.
Che il loro giallo un po' scapigliato e pazzo è certamente il colore dell'estate.
Così come quell'umile giallo rustico e pimpante delle mie... zucchine....

Biologica tentazione.... che ci invita ad andare oltre alle apparenze.
Salaria sotto la pioggia 
Non ho smesso di percorrere settimanalmente la ss n.4, anche se per qualche settimana non ho aggiornato il mio blog stradale.
Mi è stato impossibile farlo per frustranti ragioni logistiche (il solito impestato trasloco).
Oggi ho invece saltuariamente recuperato un minimo di mezzi telematici e non posso tacere del viaggio Marche-Roma … sotto la pioggia.
A me pare che questa strada sia bellissima, e che la pioggia la riconduca ad una luce più cruda e fumosa di nebbie, quasi primitive e barbariche. Una luce che le si addice; come le si addicono il minaccioso brontolio del tuono, gli oblunghi distorti fulmini che tracciano il cielo grigio, le nuvole basse, i grigi infinitamente variati del cielo, le lucide rocce che si allungano verso il tracciato stradale, i rivoli e le piccole cascate che fasciano, scendendovi a strapiombo, le valli del Tronto e dei suoi affluenti prima, e del Velino poi. Io per me prediligo il tratto montagnoso, da Ascoli alle Gole del Velino sulle quali c'era anche una impercettibile spruzzata di neve (o era forse ghiaccio da grandinata?). Ma anche il seguente, dopo Rieti, quando si attraversano il collinosi uliveti della Sabina fatti umidi dal temporale e, scendendo verso Corese Terra e Passo Corese, ci si dirige verso Roma intravedendo paesaggi e sfondi davvero unici.
Ad esempio oggi pomeriggio il monte Soratte si imponeva occupando uno spazio surreale da paesaggio lunare, tra il grigio del cielo piovoso e le foschie che disegnavano tuttavia la sua crespatura imponente.
Ma, dicevo, per me prediligo le visioni che appaiono lasciando Ascoli alle spalle e dirigendosi verso l’Appennino: una misteriosa catena di successivi sipari, di cime e di monti, che si affastellano in una serie di gioghi boscosi e di rocce spioventi.
Tale, penso ogni volta, doveva essere il paesaggio, ora ininterrottamente percorso dal traffico moderno, che appariva anche ai viaggiatori delle età antiche, o alle torme degli invasori, e così lo affrontarono i legionari che l’Impero inviava a conquistare e domare i liberi popoli ribelli.
Quello stesso di allora: ardue montagne e passi insidiosi.
Montagne da ribelli e di fiere realtà locali arroccate in fortificazioni naturali od edificate dall'uomo, passi da incursori e da guerrieri, rifugi severi da eremiti e da pastori.
Atti ad incitare la sfida dei coraggiosi e a sgomentare i deboli e gli inetti.
Poco adatte, a tutt’oggi, ad un passeggero da autostrade e autogrill, da nouvelle cuisine o ... jollyhotel.
vADo aL mAsSImo !

Vado a gonfie vele!

Sono ritornata al Mulino; questa volta al tramonto.
Ho cercato di realizzare una foto che lo comprendesse tutto intero.

La luce della sera gli dà un'aria come "infarinata"; ma forse questa è una suggestione personale.


Nonostante le sterpaglie e qualche ramo secco il Mulino si impossessa della scena

Mare solo mare, e sabbia; che sembra aspettare i tuoi passi.

A Cupramarittima acqua trasparente come luce. E cielo limpido come acqua.
L'Adriatico.
SS n.4 Salaria, poi verso il mare, su verso le colline e infine... casa

La prima quercia aspetta sulla destra, e le altre accompagnano la salita. Penso che i miei libri staranno bene là. E faranno molti viaggi anche loro.